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Due persone discutono sedute davanti a un camino, una donna in rosso e un uomo.
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Cliente abituale: opportunità o limite per il tuo hotel?

Cliente abituale: opportunità o limite per il tuo hotel?

Nel settore alberghiero esiste una convinzione molto radicata: il cliente abituale è sempre un valore. È una sicurezza, un punto fermo, qualcosa da preservare a tutti i costi.
Ma quando si osserva il fenomeno con uno sguardo più strategico, emerge una realtà più complessa. Il cliente abituale non è sempre un vantaggio. In alcuni casi può diventare un limite alla crescita, soprattutto se non viene gestito in modo consapevole.
Il primo aspetto da chiarire è che non esiste un solo tipo di cliente abituale. Sotto questa etichetta convivono comportamenti molto diversi, che producono effetti altrettanto diversi sui risultati della struttura.
Io li suddivido in 3 segmenti di target.
 
  • l cliente abituale legato alla tariffa e alla cameraI

C’è il cliente che torna da anni e che ha costruito un rapporto con l’hotel, ma che è fortemente legato alla tariffa. È abituato a pagare un certo prezzo e fatica ad accettare variazioni, anche quando il mercato lo giustificherebbe. In apparenza è una presenza rassicurante, ma nel tempo può impedire l’evoluzione del pricing. Se una parte importante delle camere è occupata da clienti che non accettano aumenti, la crescita dell’ADR si blocca. A questo si aggiunge spesso una rigidità operativa, perché questi clienti tendono a richiedere sempre la stessa camera o le stesse condizioni, limitando la flessibilità nella gestione delle disponibilità.
 
  • Il cliente abituale fedele alla promozione

Accanto a questo profilo esiste un secondo tipo di cliente abituale, meno evidente ma altrettanto impattante. È il cliente che torna solo quando trova una promozione. Non è realmente fedele alla struttura, ma alla convenienza. Prenota quando il prezzo scende, spesso attraverso canali intermediati, e scompare quando le condizioni cambiano. Questo comportamento, se non gestito, porta a una progressiva erosione del valore medio e a una dipendenza dalle offerte. In questi casi parlare di fidelizzazione è fuorviante. Si tratta piuttosto di un’abitudine costruita sul prezzo, non sulla relazione.

 
  • Il cliente abituale oro per la tua strutture

Esiste però anche un terzo profilo, che rappresenta il vero obiettivo di ogni strategia. È il cliente abituale che torna per l’esperienza, per come si è sentito, per il rapporto costruito con la struttura. È un cliente che comprende la logica della tariffa dinamica e che accetta variazioni di prezzo coerenti con il mercato. Non si limita a prenotare la camera, ma utilizza i servizi, vive la struttura e contribuisce in modo significativo al fatturato complessivo. Questo tipo di cliente non solo sostiene l’ADR, ma rende più stabile e prevedibile il business.
Se vuoi vedere esempi concreti di questi tre profili e capire meglio come riconoscerli nella tua struttura, ho approfondito ogni segmento in tre video dedicati su Instagram:

1° Target → https://www.instagram.com/p/DVse9n1jLXR/
2° Target → https://www.instagram.com/p/DVxvUh4jbXz/
3° Target → https://www.instagram.com/p/DV3I-cMjchU/

A questo punto diventa chiaro che il tema non è avere clienti abituali, ma capire quali clienti abituali si stanno costruendo nel tempo. Perché alcuni aiutano a crescere, mentre altri, senza essere percepiti come un problema, finiscono per rallentare lo sviluppo.

Il ruolo del Revenue Management, in questo contesto, è proprio quello di guidare queste scelte. Non si tratta semplicemente di riempire le camere, ma di orientare la domanda verso un mix più sostenibile e più redditizio. Questo significa educare alcuni clienti, trasformarne altri e, in alcuni casi, accettare di non inseguire determinate tipologie di domanda.
In definitiva, la clientela abituale non è automaticamente un valore. Lo diventa quando è coerente con la strategia della struttura. Quando invece è basata su abitudini di prezzo o su dinamiche non controllate, può trasformarsi in un limite.

Il Revenue Management non è solo una questione di numeri. È una questione di scelte. E tra queste, una delle più importanti riguarda proprio chi far tornare.
 
 
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